
Con l’estate ormai alle porte, prima di abbracciare l’autunno e lasciarmi avvolgere dai suoi caldi colori, ripenso alle vacanze e ai bellissimi posti in cui sono stata. Anche quest’anno io e mio marito abbiamo scelto una meta italiana, l’isola d’Elba, davvero incantevole da ogni punto di vista. Ma come avrete intuito dal titolo, questo articolo non tratterà l’argomento vacanze.
Ogni volta che mi trovo in un luogo magico dal punto di vista naturalistico sono infinitamente grata per questi doni che Madre Natura ci offre senza volere nulla in cambio…basterebbe soltanto un po’ di rispetto, considerando il fatto che siamo solamente ospiti su questo pianeta e questi due anni di pandemia dovrebbero averci insegnato qualcosa. Tuttavia ancora troppo spesso capita di vedere rifiuti in giro, mozziconi di sigarette tra la sabbia, plastica in acqua…mi piange il cuore perché a volte mi sento davvero impotente e allora mi capita di pensare alla storia di “Sunil e lo specchio magico”, una storia per me molto speciale perché è la prima che ho scritto, insieme ad alcune colleghe di Balyayoga altrettanto speciali. Inizialmente il tema del rispetto per l’ambiente mi era sembrato scontato e già molto battuto, ma poi mi sono detta:
No, c’è ancora molto da fare e soprattutto ho tanta fiducia negli adulti di domani e scrivere per i bimbi di oggi è un primo piccolo passo per trasmettere quei valori imprescindibili che non dovrebbero mai essere scontati.
Questa storia è stata creata in particolare per i bambini di età compresa tra i 6-7 anni, ma come tutte le storie non ha controindicazioni o effetti collaterali per le altre età! Potete leggerla ai vostri figli, ai vostri alunni e dare libero sfogo alla fantasia. In questo caso abbiamo pensato fin da subito di utilizzare per la narrazione la tecnica degli oggetti, meglio se riciclabili o riciclati. Ecco che uno spazzolino in bambù è diventato il protagonista della nostra storia, dei ritagli di carta colorata una barchetta, dell’alluminio un fiotto d’acqua e così via…lasciamo che i bambini mettano così in moto la loro immaginazione! Più gli oggetti che scegliamo sono lontani da ciò che rappresentano e meglio è! Ma ora bando alle ciance…inizia la storia!
Scritta da Federica Audisio, Cristina Olivero, Francesca Cena e Silvia Guinea

Sunil è un bambino come tanti, che ama fare le cose che – si sa – piacciono ai bambini. Giocare a palla, collezionare figurine, correre e…divertirsi con l’acqua!
L’acqua è la sua grande passione: ogni sera chiede al papà di riempire la sua bellissima vasca e si immerge per tantissimo tempo, riempiendola di schiuma e di giochi galleggianti. Quando poi è il momento di lavarsi le mani o i denti, non ne parliamo! Sunil adora aprire il rubinetto e far uscire l’acqua a fiotti, schizzando dappertutto e allo stesso tempo ammirandola scorrere così trasparente e piena di riflessi.
Per lui, l’acqua è come una magia. Non sa bene da dove arriva, né dove andrà una volta utilizzata. Sa solo che è sempre disponibile; basta aprire il rubinetto ed eccola comparire, allegra e spensierata compagna di giochi!
A Sunil piace molto giocare ai giardinetti, dove si diverte a raccogliere fiori per la mamma o ad intrappolare piccoli insetti per divertimento. Ogni tanto lascia l’incarto della merenda per terra, perché non trova mai un cestino.
Un giorno, assetato, apre il rubinetto di una fontana dei giardini in cui si trova e…il timido getto d’acqua che ne fuoriesce prende man mano le sembianze di una bellissima fata, con lunghe ali azzurre e i capelli argentei.
“Chi sei?!” chiede Sunil, sorpreso.
“Sono la fata dell’acqua” risponde la magica creatura “sono venuta qui da te per mostrarti una cosa molto importante…seguimi!”
La fata cammina leggiadra fino ad un albero che il bambino conosce bene…è il suo albero preferito! Ha un enorme buco nel tronco, proprio vicino alle radici, e spesso Sunil lo usa come nascondiglio. I due entrano nella cavità e immediatamente di ritrovano in una distesa che si perde a vista d’occhio. Il terreno è arido e ci sono tantissimi alberi dal tronco e rami secchi. Tra le tante piante, la fata gliene indica una piccolina con un cartello che riporta il nome di Sunil.

“Vedi questo piccolo albero sofferente?” chiede la fata “se lo vuoi vedere crescere forte e rigoglioso, devi fare la tua parte. Dovrai compiere tanti piccoli gesti di amore verso la natura, e la natura ti ricompenserà!”
“Ma, come potrò fare?” esclama Sunil scoraggiato “sono solo un bambino!”
“Non disperare” esclama la fata “il modo lo sai già, lo devi solo capire. Tieni questo specchio magico; quando lo vorrai ti mostrerà questo albero e capirai se ti stai comportando nel modo giusto.”
“Va bene fata dell’acqua, mi impegnerò!” e in un attimo Sunil si ritrova nuovamente nella cavità del suo albero preferito, solo e pensieroso.
I giorni si susseguono e Sunil riprende la sua vita normale. Ogni volta che tocca l’acqua, si ricorda delle parole della fata e decide di non sprecarla. Invece dei lunghi bagni nella vasca, preferisce ora fare la doccia. Quando è ora di lavarsi i denti chiude il rubinetto, e smette di giocare con l’acqua quando si lava le mani.
Addirittura, quando vede dei fiori ne ammira la bellezza senza strapparli e lascia stare gli insetti che incontra, guardando con curiosità i loro movimenti. Si rende conto che ai giardinetti ci sono molti cestini, e li utilizza per buttarci le cartacce.
Ogni tanto Sunil osserva lo specchio: giorno dopo giorno, il suo albero sembra stare meglio. Dopo qualche settimana, i rami hanno addirittura qualche fogliolina verde! Ma c’è qualcosa che non va…tutte le altre piante continuano ad essere secche. “Ecco, lo sapevo!” pensa “io da solo non potrò mai cambiare le cose!” Sunil è triste e non sa cos’altro fare.
Poi si guarda attorno e comincia ad osservare gli altri. Un giorno vede il papà buttare una scatola di carta nel cestino dell’indifferenziata.
“Papà, perché quella scatola non la butti nel contenitore della carta?”
“Hai ragione” dice il padre “ero distratto…”
Poi Sunil vede la mamma che lava l’insalata, lascia il rubinetto aperto e va in bagno per caricare la lavatrice. “Mamma, hai dimenticato il rubinetto dell’acqua aperto!”
“Hai ragione Sunil, ho così tante cose da fare in casa!”. Poi corre a chiudere il rubinetto. Il fatto di essere stata ripresa dal figlio la fa riflettere “Che esempio sono? Devo fare più attenzione…”.
E così via, giorno dopo giorno Sunil e i suoi genitori fanno sempre più attenzione ai loro comportamenti, e non solo! In ufficio il papà inizia a fare la raccolta differenziata, e così i suoi colleghi! La mamma smette di comprare l’acqua nelle bottiglie di plastica, e così fanno le sue amiche. Si genera una catena di azioni rispettose dell’ambiente, una catena che si diffonde come solo le buone azioni sanno fare.
Sunil è radioso! Giorno dopo giorno, ammira il paesaggio che lo specchio magico riflette: una distesa di alberi verdeggianti, alti e robusti. Il terreno è ricoperto di erba e graziosi ruscelli scorrono qua e là.
“É stupendo!” esclama “Fata dell’acqua, ho capito!”
“Bene Sunil” dice la fata osservandolo dallo specchio “Hai capito che bisogna prendersi cura della natura e dei suoi elementi. Oltre all’albero del tuo giardino, ci sono tanti altri alberi, anche se non li vedi. Ognuno può fare la differenza ed essere uno specchio di azioni positive. Ogni essere umano può essere un moltiplicatore di buone azioni!”
Sunil è un bambino come tanti, come puoi esserlo tu…ma puoi fare la differenza!
E voi cosa fate per lasciare i posti che attraversate migliori di come li avete trovati?

Federica Audisio, insegnante di yoga per bambini certificata Csen e yoga Alliance metodo Balyayoga®